La storia di questo blog nasce dalla fantasia sviluppata in molti viaggi durante gli anni universitari. Spesso ho salutato il campus, chioccia meravigliosa di migliaia di studenti, per tradirlo con posti lontani, che, se pur per breve sosta, hanno stimolato fantasiosamente le mie sinapsi. Questo blog è un insieme di racconti, aneddoti e avventure di Salvatore, Rocco, Mimmo, Francesco, Filomena, Caterina e tanti altri che come me, trovano in mete lontane un profumo diverso e un profumo di casa. Perché in fin dei conti, oggi la ‘nduja la trovi anche a Toronto. Prego, salga a bordo, posto finestrino o centrale? Dolce o salato? Buona permanenza e buon viaggio.

Cześć Poland


“Hi, nice to meet you!”.

Da buon Cristoforo Colombo (o Cristoforo u figghjju i Cicciu u ‘mericanu per gli amici) il mio viaggio è iniziato alla scoperta di nuovi mondi. L’esperienza che con molta probabilità ricorderò per sempre.

All’atterraggio parte un caloroso applauso, allorché il dubbio è sorto spontaneo: o è pieno di meridionali in vacanza su questo aereo Bergamo-Krakow solo andata, oppure siamo importatori sani di malcostume e la notizia degli applausi imbarazzanti è arrivata fin qui. Purtroppo non ho avuto il tempo di indagare approfonditamente (anche se il dubbio è rimasto) il profumo di avventura mi richiamava troppo. Ogni cosa appariva ai miei occhi come di origine extraterrestre, come se il viaggio durato appena 1:30 minuti fosse stato di giorni verso chissà quale pianeta. La cosa stranamente mi piaceva. Ero pronto ad affrontare gli amici alieni, già l’immaginavo con tre dita per mano, due occhi a forma di oliva e di colore verde. Mentre attendevo i bagagli già pensavo al mio futuro migliore amico di sangue verde che mi avrebbe trasportato su una navicella volante per le vie della città. Nemmeno il tempo di volare con la fantasia che le mie valigie arrivano. Son così piene che non so nemmeno per quale santo non siano scoppiate durante il volo.

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Domani della settimana scorsa


“Ammammà vieni, che le polpette di melanzane sono pronte”. Nove magiche parole distraggono la mente immersa sui libri dell’ultimo scoglio universitario. Quando l’estate in miniatura appena vissuta è solo un ricordo, quando il paese si svuota paurosamente nel giro di un settimana, si ritorna al deserto che perdura circa undici mesi all’anno. Il silenzio e la quotidianità sono i protagonisti da Settembre a Luglio. Un flusso migratorio chiamato comunemente “esodo”, ma ribattezzato da me e dai più: “mortorio”.

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L'universo parallelo della giornata perfetta


Non si comprende mai per quale motivo, noi, comuni mortali, esseri dotati di due gambe e due braccia, capaci di riconoscere un mollusco cefalopode e una f(x) = cos(x), appena apriamo gli occhi al mattino, capiamo che, nell’arco di dieci minuti, un portellone di un aereo cadrà precisamente sulla tua tettoia e un licantropo digiuno entrerà a svegliarti dolcemente.

È diversamente una bella giornata.

Questa è la prima caratteristica, la percezione del suo arrivo. Un olezzo di cacca di cinghiale ti perfora le narici (sì, penso abbia proprio questo odore).

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Il blog fuori campus


Lancio clamoroso!!! Il quarterback lancia un missile senza precedenti. La palla vola alto: pare non fermarsi. Stiamo assistendo al più grosso episodio sportivo mai accaduto negli ultimi cinquant’anni. Supera la linea del campo, si infrange clamorosamente su un lampione, va via la luce. Panico tra la gente. Partita sospesa. Mentre si crea un varco spazio temporale caparezziano, siamo appesi: fuoricampo.

Il blog fuori campus

La storia di questo blog nasce dalla fantasia sviluppata in molti viaggi degli ultimi anni. Spesso saluto il campus, chioccia meravigliosa di migliaia di studenti, per tradirlo con posti lontani, che, se pur per breve sosta, stimolano fantasiosamente le mie sinapsi. E’ un insieme di racconti, aneddoti e avventure di Salvatore, Rocco, Mimmo, Francesco, Filomena, Caterina e tanti altri che come me, trovano in mete lontane un profumo diverso e un profumo di casa. Perché in fin dei conti, oggi la ’nduja la trovi anche a Toronto.

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